CoseDiCasa2017012

Le sanzioni Per gli esercenti che continueranno a commercializzare sacchetti in plastica ultraleggera non a norma, è prevista l'applicazione di sanzioni amministrative variabili da 2.500 a 25.000 euro . Gli importi potranno aumentare se la violazione riguarda un ingente quantitativo di borse di plastica, oppure se il valore delle buste vietate è superiore al 10% del fatturato del trasgressore. Altre sanzioni sono previste se le buste non riportano la dicitura corretta che identifica la tipologia o ancora le violazioni sulla dicitura che identifica la tipologia di busta. in primo piano Nella grande distribuzione, da alcuni anni, le shopper in plastica biodegrada- bile per la spesa stanno sostituendo, con un iter legislativo piuttosto complesso, quelle in plastica tradizionale. Ora la normativa italiana, facendo seguito a quella europea, compie un passo avanti: dal 1° gennaio 2018 dovranno essere nella sola versione biodegradabile e compostabile anche i sacchetti in plastica ul- traleggeri a disposizione nei punti vendita per l'acquisto di alimenti sfusi quali frutta, verdure, pane, gastronomia, carne e pesce. Il contenuto minimo di materia prima rinnovabile dovrà essere non inferiore al 40% . La legge di riferimento (L.123/2017, art. 9) individua i sacchetti in materiale ultraleggero definendoli come “borse di plastica con uno spessore della singola parete inferiore a 15 micron , richieste a fini di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi”. I sacchetti biodegradabili potranno essere poi riutilizzati per contenere i rifiuti organici . Come è stato recepito il provvedimento, a favore della so- stenibilità , dai cittadini? In modo positivo, anche perché sempre più sensibili al tema: in base ai dati della ricerca “Gli italiani e la nuova legge sui sacchetti ultra- leggeri” - condotta da Ipsos - sembra che rispetto al passato gli italiani abbiano più consapevolezza sulla responsabilità del singolo sull’impatto ambientale. Anche per questo motivo, ben il 58% degli italiani accoglie favorevolmente l’introduzio- ne del divieto di commercializzare le buste ultra leggere non compostabili. Nuove regole per un utilizzo sostenibile FAREMEGLIO LASPESA A partire dal 2018, importanti cambiamenti in vista al supermercato: i sacchetti ultraleggeri per gli alimenti sfusi saranno soltanto in plastica biodegradabile, a tutela dell'ambiente. Ma, probabilmente, non più gratuiti D o v e b u t t a r l i Gli ultraleggeri biodegradabili non vanno mai conferiti nella raccolta della plastica, ma insieme all'umido: il materiale va infatti avviato al processo di compostaggio. Attenzione però: prima di gettare la busta, è bene staccare l'eventuale etichetta applicata durante la spesa, perché non è biodegradabile. È in calendario in Italia , nei prossimi anni, una progressiva riduzione delle borse in plastica di materiale ultraleggero con le seguenti scadenze da rispettare: ★ dal 1° gennaio 2018 si potranno immettere sul mercato esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%; ★ dal 1° gennaio 2020 potranno essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50%; ★ dal 1° gennaio 2021 , saranno ammesse in commercio esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60%. (a norma dell’art. 226 ter del D.Lgs. n. 152/2006, recentemente aggiornato dal D.L. 91/2017 convertito nella legge 123/2017) i prossimi step previsti dalla legge Aquale prezzo? Quando la legge sarà entrata in vigore, i sacchetti ultraleggeri biodegradabili in distribuzione nei punti vendita dovrebbero avere un costo tra i 2 e i 10 centesimi l'uno: alla cassa il cliente si vedrà quindi addebitare sullo scontrino il prezzo dei pezzi utilizzati per la spesa. Che cosa ne pensano le associazioni sul fatto che potranno essere quindi non più gratuiti come accade ora? Federconsumatori (www. federconsumatori.it) considera il prezzo in più da pagare come una tassa sulla spesa; mentre il presidente di Assobioplastiche (assobioplastiche.org/ ) Marco Versari, si dice soddisfatto dell'entrata in vigore della normativa e ritiene che “fare pagare a fine spesa i sacchetti è una strategia utile per responsabilizzare il cittadino a contenerne il consumo". SHUTTERSTOCK SHUTTERSTOCK 22 Cose di Casa Dicembre2017

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